Nursery Cryme

  Finalmente disponibili per tutti le traduzioni italiane di Giovanni De Liso.
Nelle foto: i disegni originariamente pubblicati nella busta interna del LP.
  IL CRIMINE DELLA CAMERETTA:  
  Il titolo dell’album è un classico gioco di parole genesisiano.
La nursery rhyme è infatti la filastrocca per bambini.

Tutti i brani sono dei Genesis, ©1971


Il Carillon (The Musical Box)

Mentre il più piccolo Henry Hamilton-Smythe (8 anni) giocava a croquet con Cynthia Jane De Blaise-William (9 anni), Cynthia dal dolce sorriso sollevò in alto la sua mazza ed elegantemente decapitò Henry. Due settimane dopo, nella cameretta di Henry, lei scoprì il suo prezioso carillon. Bramosamente lo aprì e mentre le note di “Old King Cole” iniziarono a suonare, apparve una piccola figura di spirito. Henry era tornato – ma non per molto, perché non appena entrò nella stanza il suo corpo iniziò rapidamente ad invecchiare, restando al suo interno la mente di un bambino. I desideri di una vita lo pervasero. Purtroppo il tentativo di convincere Cynthia Jane ad appagare la sua brama romantica spinse la sua balia ad entrare nella cameretta per scoprire cosa fosse quel rumore. Istintivamente la tata scagliò il carillon contro il bambino barbuto, distruggendo entrambi.

Suonami “Old King Cole”

Così potrò tornare da te,

Tutti i tuoi sentimenti sembrano ora così distanti da me

Sembra quasi non avere importanza ora

E la balia ti racconterà bugie

Su un regno che sta al di là dei cieli

Mentre io sono perso in questo mezzo mondo

Sembra quasi non avere importanza ora

Suonami la mia canzone

Eccola di nuovo

Suonami la mia canzone

Eccola di nuovo

Ancora un po’

Ancora un altro po’

Il tempo che mi rimane da vivere

Suonami la mia canzone

Eccola di nuovo

Suonami la mia canzone

Eccola di nuovo

“Old King Cole era una vecchia anima allegra

Una vecchia anima allegra

Voleva la sua pipa

Voleva il suo arco

E voleva i suoi violinisti, tre”

E l’orologio ticchettava

Sul caminetto…

Ed io voglio

Ed io sento

Ed io conosco

Ed io tocco… il suo calore

Lei è una donna, ha il tempo dalla sua

Tira indietro i capelli e lascia che io conosca il tuo viso

Lei è una donna, lei è mia

Tira indietro i capelli e lascia che io conosca il tuo corpo

Sto aspettando qui da tanto tempo

E tutto il tempo che è passato

Sembra quasi non avere importanza ora

Te ne stai lì con il tuo sguardo fisso

Dubitando di tutto ciò che ti dico

Perché non mi tocchi, toccami

Perché non mi tocchi, toccami, toccami,

Toccami ora, ora, ora

 

 Per Compagni Assenti (For Absent Friends)

Domenica alle sei quando chiudono entrambi i cancelli

Un paio di vedove,

Ancora sedute lì,

Si chiedono se sono in ritardo per la messa

E fa freddo perciò si abbottonano le giacche

E attraversano il prato, sono sempre le ultime

Passando vicino alle altalene chiuse con il lucchetto

Alla giostra che ancora gira

Vedono avanti una ragazzina

Che torna a casa con una carrozzina

Davanti al passaggio ad arco

Il prete le saluta con un cenno del capo

E’ vicino a Dio

Ripensando ai giorni in cui erano in quattro e non in due

Sembrano passati così pochi anni

Le teste chine in preghiera

Per compagni non più lì

Dopo aver lasciato due pence sul piattino

Corrono lungo il sentiero che porta fuori il cancello

E aspettano per prendere l’autobus

Che cammina lentamente in strada

 

Il Ritorno Dell’Artemisia Gigante (The Return Of The Giant Hogweed)

Mutati e attorcigliati

Niente può fermarli

In ogni fiume e canale la loro potenza sta crescendo

Distruggeteli

Dobbiamo abbatterli

Si sono infiltrati in ogni città con il loro allarmante odore forte e oscuro

Ma sono invincibili

Ma sono immuni a tutti i nostri erbicidi

Tempo fa sulle colline Russe

Un esploratore Vittoriano scoprì l’Artemisia reale in una palude

La prese e la portò a casa

La creatura botanica crebbe, cercando vendetta

Il mostro reale non aveva dimenticato

Ritornò a Londra

E fece dono dell’Artemisia ai giardini reali di Kew

Non perdete tempo

Si stanno avvicinando

Presto, dobbiamo proteggerci e trovare un riparo

Colpiteli di notte

Sono senza difese

Hanno tutte bisogno del sole per fotosensibilizzare il loro veleno

Ma sono invincibili

Ma sono immuni a tutti i nostri erbicidi

Eleganti uomini di campagna avevano dei giardini selvatici coltivati

Nei quali ignari avevano piantato l’Artemisia Gigante in tutto il paese

La creatura botanica crebbe, cercando vendetta

Il mostro reale non aveva dimenticato

Presto fuggirono, diffondendo i loro semi

Si prepararono per un attacco furibondo minacciando il genere umano

LA DANZA DELL’ARTEMISIA GIGANTE

La forte Artemisia si vendica

Gli umani presto conosceranno la nostra collera

Uccideteli con i vostri tentacoli

HERACLEUM MANTEGAZZIANI

Viva l’Artemisia Gigante

AVANTI

 

Sette Pietre (Seven Stones)

Ho sentito il vecchio raccontare questa storia:

Vagabondo, da solo in una tempesta

E disperato tolse le foglie da sotto un albero

Sette pietre

Stavano sul terreno

Nella settima casa trovò un amico

Ed i cambiamenti di nessuna importanza

Non porteranno da nessuna parte

Marinai, in pericolo sul mare

Tra le onde una roccia ancora non avvistata sembra vicinissima

Vedono un gabbiano

Che vola attorno

Il capitano vira la nave senza chiedersi perché

Ed i cambiamenti di nessuna importanza

Non porteranno da nessuna parte

La disperazione che affligge il mondo fa ridere il vecchio

Solo le risate del mondo lo rattristano, credetegli

La guida del vecchio è il caso

Ho sentito il vecchio raccontare questa storia:

Un contadino che non sa quando seminare

Consulta il vecchio mettendogli del denaro in mano

Con un’alzata di spalle

Il vecchio sorrise

Prese il denaro, lasciò il contadino al caso

Ed i cambiamenti di nessuna importanza

Non porteranno da nessuna parte

La disperazione che affligge il mondo fa ridere il vecchio

Solo le risate del mondo lo rattristano, credetegli

La guida del vecchio è il caso

 

Harold Il Fusto (Harold The Barrel)

Notizia: Un noto ristoratore di Bognor è scomparso di buon mattino stamani

E’ stato visto l’ultima volta con un cappotto grigio-marrone

Accuratamente camuffato

Lo hanno visto prendere un treno

Uomo della strada: “Padre di tre figli, è disgustoso”

“Che cosa orribile che ha fatto”

Harold il Fusto si è tagliato le dita dei piedi e le ha servite per il tè

“Non può andare lontano” “Non può andare lontano”

“Non si regge sulle gambe”

“Non può andare lontano”

Uomo sul posto: Mi trovo all’entrata della piazza principale

La tensione sta montando

C’è una folla agitata di gente arrabbiata

Uomo nel consiglio: “Più di quanto abbiamo mai visto

Bisogna rafforzare la sicurezza”

Al municipio del posto

Il sindaco è pronto a parlare

Sindaco: “Imputato, non puoi resistere a lungo, l’Opinione Pubblica sta con noi”

Opinione Pubblica: “Non puoi resistere a lungo” “Non puoi resistere a lungo”

“Abbiamo detto che non ci si poteva fidare, suo fratello era come lui”

“Non puoi resistere a lungo”

Harold: Se io fossi lontano da qui

Navigherei in mare aperto su una nave

Invece mi trovo su questo davanzale

Con tutto il mondo di sotto

Su, la finestra

Guardate la finestra

Signor Plod: “Possiamo aiutarti”

Coro dei Plod: “Possiamo aiutarti”

Signor Plod: “Saremo tutti tuoi amici se scendi e ne parliamo, figliolo”

Harold: “State scherzando”

“Mi butto di sotto”

La folla diventava più grande ed il nostro Harold più debole

Ondeggiava da una parte all’altra, avanti, indietro

Temendo il peggio

Chiamarono sua madre

Sul davanzale accanto a lui

Sua madre gli rivolse l’ultima supplica

La sessantasettenne Signora Barrel: “Scendi dal balcone, se tuo padre fosse vivo sarebbe davvero sconvolto”

“Non puoi saltare” “Non puoi saltare”

“La tua camicia è sporca e ci sono quelli della BBC”

“Non puoi saltare”

Signor Plod: “Possiamo aiutarti”

Coro dei Plod: “Possiamo aiutarti”

Signor Plod: “Saremo tutti tuoi amici se scendi e ne parliamo, figliolo”

Harold: “State scherzando”

“Mi butto di sotto”

 

Arlecchino (Arlequin)

Cala la notte, la nebbia avvolge gli alberi

E nella luce soffusa i colori fluttuano, sbiadiscono a poco a poco

Pallidi e freddi come le figure che occupano la radura

La tela che continuano a tessere è grigia

Grazie alle fiamme l’estate resiste ancora

Nonostante le sue immagini presto andranno in pezzi

Tutto è sempre lo stesso

Ma appare nella penombra dell’alba

Anche se i tuoi occhi sono velati

Tutti i pezzi sono in cielo

C’era una volta un raccolto in questa terra

Mietuto dal cielo turchese, arlecchino, arlecchino

Danzando tre bambini occupano la radura

Loro erano le risate nel tortuoso corso d’acqua, e accanto

Alle fiamme del camino

Tutto è sempre lo stesso

Ma appare nella penombra dell’alba

Anche se i tuoi occhi sono velati

Tutti i pezzi sono in cielo

Non tutto è posto

E la luce appare nella penombra dell’alba

Quando potrai vedere

Ordina i pezzi, rimettili a posto, rimettili a posto

 

La Fonte Di Salmacis (The Fountain Of Salmacis)

In una densa foresta di grandi pini scuri

Il monte Ida sorge come un’isola

In una caverna nascosta le ninfe avevano cresciuto un bambino:

Ermafrodito, figlio di dei, così spaventato dal loro amore

Mentre l’alba saliva nel cielo

Il cacciatore vide tracce di cerva

Desideroso di conquistarla

Si ritrovò in una radura che non aveva mai visto prima

Ermafrodito: “Dove sei, padre mio?

Dai saggezza a tuo figlio”

Narratore: “A quel punto non riuscì più ad andare avanti

Perso, il ragazzo era guidato dal sole”

E quando iniziarono a mancargli le forze

Vide un lago scintillante

Un’ombra dall’abisso verde scuro

Disturbò quella strana tranquillità

Salmacis: “Le acque sono agitate

Una creatura si è mossa”

Narratore: “Le acque sono agitate

La regina naiade Salmacis è stata disturbata”

Quando lui corse a placare la sua sete

Una sorgente apparve davanti a lui

E quando il suo fiato bollente si fece largo tra la fresca foschia

Una voce limpida disse “Figlio di dei, bevi alla mia fonte”

L’acqua era stranamente dolce

Dietro di lui la voce risuonò ancora

Si girò e la vide vestita solo di un manto di nebbia

E quando lui la guardò fisso, gli occhi di lei si erano riempiti dell’oscurità del lago

Salmacis: “Saremo una sola cosa”

“Saremo uniti come un’unica cosa”

Narratore: “Lei voleva che fossero una cosa sola

Ma lui non voleva”

Ermafrodito: “Lontana da me donna dal sangue freddo

La tua sete non è la mia”

Salmacis: “Niente ci costringerà a separarci

Ascoltatemi, o Dei”

Una calma sovrannaturale discese dal cielo

E poi le loro carni e ossa furono stranamente mescolate

Per sempre per diventare una cosa sola

La creatura strisciò nel lago

Si udì una voce fioca:

“E chiedo che tutti coloro che tocchino questa sorgente

Possano condividere il mio destino”

Salmacis: “Siamo una cosa sola

Siamo una cosa sola”

Narratore: “I due erano ora diventati uno

Il semidio e la ninfa erano diventati un’unica cosa”

Entrambi avevano dato tutto ciò che avevano

Un sogno di amante era stato soddisfatto alla fine

Per sempre racchiuso nel lago

Entrambi avevano dato tutto ciò che avevano

Un sogno di amante era stato soddisfatto alla fine

Per sempre racchiuso nel lago

 

LA FONTE DI SALMACIS

Ermafrodito: un fiore contenente sia gli organi riproduttivi maschili che femminili; persona o animale di entrambi i sessi.

Il piccolo Ermafrodito era il figlio di Ermes ed Afrodite, il frutto di una relazione segreta. Perciò fu affidato alle ninfe dell’isolato Monte Ida, che lo fecero crescere come una creatura selvaggia del bosco. Dopo il suo incontro con la ninfa dell’acqua Salmacis, lanciò una maledizione su quell’acqua. Secondo la leggenda, tutti coloro che si bagnavano nell’acqua diventavano ermafroditi.